Dietro le quinte del primo Rock In Idro a Bologna

rock in idro

22 apr. – Si svolgerà dal 30 maggio al 2 giugno la sesta edizione di Rock In Idro: quattro giorni di grande musica ospitata per la prima volta nella nostra città, all’Arena Joe Strummer, cioè il “vecchio” Parco Nord. Una prima serata all’insetna dell’elettronica, con Fatboy Slim come headliner. Una seconda giornata tutta punk/combat rock, che prevede tra gli altri Pogues, Ska-P e Gogol Bordello. Un terzo appuntamento dedicato agli amanti del metal, guidato dagli inossidabili Iron Maiden e un’ultimo giorno che tende di più all'”indie”, con Miles Kane, Pixies e Queens of the Stone Age. Ma questo è solo un piccolissimo sunto dell’enorme cartellone della quattro giorni. Un festival tanto allettante quanto impegnativo, che ci ha fatto nascere diverse curiosità sulla sua organizzazione.

Abbiamo parlato del Rock In Idro 2014 con Titti Seregni di Hub Music Factory, organizzatrice della manifestazione: Titti voleva parlare a tutti i costi della band in cartellone, ma abbiamo cercato di saperne di più anche su altri argomenti. Un evento così grande, infatti, costa moltissimo: come stanno andando le prevendite? E inoltre: qual è il rischio imprenditoriale di un’impresa di tale portata? Avendo al telefono con noi la rappresentante di una delle agenzie di booking più importanti d’Italia, non potevamo limitare la chiacchierata al Festival: abbiamo cercato di capire dalla nostra ospite, quindi, come fosse il clima generale del mondo della musica live in Italia. La risposta, purtroppo, non è incoraggiante: “Le cose vanno male, nel campo musicale come dappertutto, in Italia e in Europa”, ha detto la Seregni, il mercato rischia di essere ormai davvero gonfiato e, aggiungiamo noi, potrebbe forse arrivare a un livello difficile da sostenere per quello che è in Italia.

Ma abbiamo cercato anche di cogliere il lato più “da fan” della nostra interlocutrice, chiedendole di mettersi nei panni di spettatrice e di dirci qual è il concerto che non perderebbe per nulla al mondo. La sua risposta ha a che fare, come sempre, con la musica della formazione, quella, cioè, con la quale si è cresciuti.

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