No Gelmini. Striscioni appesi in città per reclamare il futuro

21 dic. – Alla vigilia del voto in Senato sulla riforma Gelmini anche a Bologna gli studenti tornano a farsi sentire. I ragazzi del Collettivo autonomo studentesco hanno appeso quindici striscioni in giro per la città: all’ingresso di otto scuole superiori, della Sala Borsa, della sede della Provincia, del Provveditorato agli Studi, di Unindustria e della sede Rai. L’ultimo, che recitava “Il futuro è nostro e ce lo riprenderemo”, è stato appeso dalla terrazza del Pincio e, srotolato fino in strada, ha bloccato il traffico di via Indipendenza per alcuni minuti.

Oltre il ministro Gelmini anche l’assessore regionale alla Scuola, Patrizio Bianchi è stato contestato in piazza per la sua riforma, che prevede due anni di stage gratuiti per gli studenti delle superiori. Contro di lui era indirizzato il lenzuolo appeso a Palazzo Malvezzi.

“Non è che l’inizio”, era slogan su altri striscioni. Per Luca del Cas, nei nostri studi per lo speciale di Popolare Network sulle mobilitazioni studentesche, il mesaggio è chiaro: ci saranno nuove mobilitazioni anche in futuro.

Dopo aver staccato lo striscione di via Indipendenza i ragazzi del Cas sono partiti con un corteo verso piazza Maggiore. Da lì hanno sfilato in via Rizzoli, sotto le Due Torri e in via Zamboni,  per poi ripararsi dalla pioggia nella Facolta’ di Lettere e filosofia occupata da 30 giorni.

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