Diana Blefari Melazzi era in grado di sostenere il processo

13 gen. – Una sofferenza psichica dovuta allo stress e a scompensi emotivi causati dalla detenzione, non tali da considerarla incapace di sostenere il processo. Nelle motivazioni della sentenza emessa dalla corte di Cassazione che ha condannato Diana Blefari Melazzi all’ergastolo per l’omicidio di Marco Biagi si legge che la donna non era affetta da patologia di natura paranoide o schizofrenica tali da impedirle di stare in giudizio e, di riflesso, da giustificare il suicidio avvenuto dopo aver appreso della condanna. Già durante il processo gli avvocati di Blefari avevano sostenuto che la donna non fosse in grado di affrontare le udienze e avevano contestato la legittimità della perizia medica eseguita durante l’appello. I giudici della Suprema Corte nelle motivazioni della sentenza sottolineano come correttamente il giudice di merito aveva recepito le considerazioni dei periti e aveva tenuto conto delle obiezioni dei consulenti della difesa.

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