8 mag. – “A partire dal Family day è in atto una campagna di omofobia non dichiarata, ma diffusa in tutto il paese”. Lo dice Riccardo Gottardi, segretario nazionale di Arcigay, una delle 12 associazioni che promuove la campagna Intolleranti anonimi in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, il 17 maggio. Aggressioni, violenze, discriminazioni sono triplicate, così come le telefonate alle linee amiche rivolte alle persone LGBT.
Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo di Povia con la canzone Luca era gay sono “in aumento” -racconta la presidente di AGEDO Bologna Flavia Madaschi – “le richieste di genitori che chiedono se è possibile curare i figli omosessuali e dei giovani che denunciano le pressioni per partecipare a gruppi di cura che si rifanno alle teorie riparative, promosse da gruppi religiosi o pseudo specialisti psichiatrici”.
Si è dovuto attendere il 17 maggio del 1990 perché l‘Organizzazione Mondiale della Sanità depennasse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali e la riconoscesse come variabile naturale del comportamento umano. Ora il dibattito pubblico sta tornando su quelle vecchie e false teorie – denunciano da Arcigay.
A Bologna, così come in altre 33 città italiane, saranno affissi i manifesti della campagna. Inoltre, a partire dalle 21, è previsto il concerto “Più omofonia, meno omofobia”, organizzato da Komos – Coro Omofonico Bolognese. L’appuntamento è il 17 maggio alle 21 all’Auditorium DMS in via Azzo Gardino 65.

