Severino: “Detenuti impegnati nella ricostruzione”

4 giu – Il ministro della Giustizia Paola Severino, in visita oggi al penitenziario della Dozza di Bologna, ha avanzato la proposta di impegnare i detenuti nella ricostruzione delle zone danneggiate dal sisma. L’iniziativa coinvolgerebbe i detenuti non pericolosi e già in regime di semilibertà di tutte le carceri della regione e, facendo l’esempio di Bologna, il ministro ha spiegato che il bacino di detenuti da cui si attingerebbe potrebbe riguardare i 246 tossicodipendenti e il 57% di extracomunitari che popolano la Dozza. In questo modo si raggiungerebbe il doppio obbiettivo di far sentire utile la popolazione carceraria e di farla apparire utile alle persone colpite dal terremoto.

La proposta è subito stata accolta positivamente dal Tribunale di sorveglianza dell’Emilia Romagna; a dirlo è stato direttamente il presidente del Tribunale, Francesco Maisto, che ha assicurato l’ok della magistratura di sorveglianza, precisando però alcune condizioni fondamentali; prima fra tutte il lavoro a squadra, necessario per mettere a tacere gli eventuali timori della gente che nei giorni scorsi è anche stata vittima di atti di sciacallaggio.

La Severino ha poi illustrato anche le manovre anti-tensione, effettive già da oggi in tutte le carceri delle zone colpite dal sisma: sono state sospese le nuove assegnazioni, spostati 350 detenuti nelle carceri di altre regioni italiane e potenziato il numero di agenti penitenziari.

E per non aggiungere ai carcerati anche l’angoscia della claustrofobia, le sbarre delle celle carcerarie saranno aperte, giorno e notte, per tutti i detenuti, compresi quelli di massima sicurezza. La misura, è stata resa possibile dal potenziamento del personale carcerario e riguarda tutti i penitenziari delle zone colpite dal sisma.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.