26 mag. – Antonio Dercenno è pronto a querelare un’operatrice della Casa delle Donne per diffamazione. Il presidente e fondatore della Onlus Fiori di Strada, che dal 2006 si occupa di contrasto alla prostituzione, era stato accusato di tentata violenza sessuale. Nell’autunno scorso una ragazza nigeriana aveva raccontato alla polizia di aver subito una sorta di ricatto da Dercenno. L’uomo, che l’aveva sostenuta con l’associazione nel denunciare il suo sfruttatore, l’avrebbe portata in un appartamento chiedendole di “essere carina e stare con me”. Dopo il suo rifiuto, è rimasta sola e per qualche mese ha vissuto di espedienti a Bologna. Poi si è rivolta ad un altro centro che l’ha aiutata e l’ha portata in Procura a testimoniare. Tre volontari, ex collaboratori di Fiori di Strada, hanno raccontato di aver raccolto testimonianze di altre donne, ex prostitute, che sentivano di dipendere da Dercenno per riuscire ad ottenere il permesso di soggiorno e poter abbandonare il mondo della prostituzione. La vicenda era trapelata il 13 maggio scorso, con la pubblicazione di un articolo su Il Bologna e su Il Corriere di Bologna.
Antonio Dercenno ha sempre respinto tutte le accuse, ma ora ha deciso di contrattaccare.
Con un comunicato firmato dal suo avvocato, Fabrizio Petix, il giorno dopo la deposizione dal pm Valter Giovannini, ha affermato che alcune associazioni avrebbero condotto una campagna diffamatoria nei suoi confronti e in quelli dell’associazione. In particolare, Petix fa il nome della Casa delle donne e di una sua operatrice, Elsa Antonioni, dicendo che provava un “odio personale nei confronti di Dercenno” e della associazione. Rivelazioni che secondo l’avvocato sarebbero suffragate da registrazioni telefoniche e ambientali, condotte da un’agenzia investigativa. petix
Dercenno ha intenzione di querelare Antonioni per diffamazione, l’avvocato Petix sta preparando gli incartamenti e prevede che i documenti saranno depositati nei prossimi giorni. L’avvocato precisa che l’accusa è rivolta ad Elsa Antonioni e non all’associazione Casa delle Donne gr042
La Casa delle donne e la sua operatrice non hanno voluto rispondere alle accuse, considerate infondate ed eventualmente raccolte in modo poco ortodosso. L’operatrice chiamata in causa dice semplicemente: “Non siamo allarmate, se sono stati fatti dei reati contro di noi si procederà, ci fidiamo dei magistrati.”

