Deragliamento. Indagati i tre operai della manutenzione

18 lug. – Sono stati i iscritti nel registro degli indagati i tre operai che, per conto di Rfi, sabato scorso lavoravano alla manutenzione della linea dove è avvenuto il deragliamento del treno interregionale Voghera-Rimini. Ne dà notizia il Corriere di Bologna di oggi. La decisione della Procura permetterà loro di partecipare alla perizia tecnica per accertare le cause dell’incidente. Il perito indicato dal pm è l’ing. Giorgio Diana che, per la procura di Bologna, ha già realizzato consulente nelle inchieste per la strage di Crevalcore e per l’incidente di Casalecchio Garibaldi. I macchinisti della rivista Ancora in Marcia chiedono alla Procura di non nominarlo perché Diana è consulente di Trenitalia nell’inchiesta per la strage di Viareggio.

Nel frattempo dalla scatola nera sarebbe emerso che il macchinista avrebbe effettuato una frenata d’emergenza, 10-15 metri prima dello scambio “deviato”, posizionato in maniera errata rispetto a quanto risultava dai segnali di sicurezza. Probabilmente il macchinista era riuscito a vedere gli operai al lavoro, evitando una tragedia.

Il quadro che sta emergendo dalle prime indagini preoccupa i sindacati. Il macchinista aveva ricevuto a bordo un doppio segnale verde, quindi la comunicazione di una linea dritta, libera per 2,5 km da percorrere alla massima velocità di 140km/h. La presenza di un binario deviato sul percorso manda in frantumi la fiducia dei macchinisti nei sistemi di sicurezza.
Secondo quanto ci hanno spiegato alcuni lavoratori negli ultimi anni sono stati smantellati, per ragioni economiche, molti  comportamenti obbligatori legati alla sicurezza, come l’invio dell’avviso di inizio lavori di manutenzione attraverso fonogramma (comunicazione orale registrata). In passato era prassi che i lavori si svolgessero a circolazione sospesa. Non è stato così sabato: pochi minuti prima sulla stessa tratta era passato, in direzione opposta, un altro treno, il Brindisi-Castelguelfo.

I macchinisti pongono l’allarme anche sull’introduzione del nuovo sistema di sicurezza e comunicazione interna (Scmt) e sulla riduzione da due ad un solo macchinista. Due persone hanno più possibilità di accorgersi del pericolo imprevisto, come è successo al macchinista del treno deragliato sabato. L’inchiesta del pm Francesco Caleca dovrà accertare anche in quali condizioni di lavoro è avvenuto l’incidente e se tutte le misure di sicurezza siano state rispettate.

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