Denunciati in 33 per i tafferugli durante la contestazione a Monti

26 giu. – La digos di Bologna ha individuato e denunciato finora 33 persone per le due manifestazioni di contestazione al presidente del consiglio Mario Monti del 16 giugno scorso. 7 i denunciati per il corteo promosso da Tpo e Sadir e 26
per il cacerolazo dei collettivi autonomi, fra cui 6 donne e 2 minorenni. Potrebbero dover rispondere di manifestazione non preannunciata solo quelli del secondo gruppo. Sono indagate per istigazione a delinquere due persone del primo gruppo che avevano comunicato l’iniziativa alla Questura e in piazza avrebbero invitato i manifestanti a infrangere le prescrizioni del questore.
Per il resto, tutte le persone sono indagate a vario titolo per resistenza a pubblico ufficiale, accensioni o esplosioni pericolose, porto abusivo di armi improprie, getto pericoloso di oggetti, uso di caschi protettivi e travisamenti,
inosservanza dei provvedimenti di pubblica autorità, lesioni a pubblico ufficiale aggravate.
A oggi sono stati accertati 8 feriti fra gli agenti di polizia, dei quali il più grave ha avuto il referto di un’infiltrazione alla spalla con 30 giorni di cure. «Abbiamo avuto anche scudi rotti», hanno detto i vertici della digos, spiegando che ci sono immagini che mostrano padelle usate di taglio, «come martelli», dai manifestanti contro gli operatori di polizia. Secondo gli
inquirenti, sono stati usati in maniera inusuale petardi di notevole potenziale e altri referti di ipoacusia ancora da valutare potrebbero evidenziare lesioni permanenti.
L’indagine per ora è basata sulle osservazioni fatte dagli agenti della digos durante i fatti e sulle visioni di alcuni filmati, compresi quelli pubblicati dai mezzi d’informazione.

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