25 nov. – Ha chiamato i Carabinieri di Forlì, il 26 agosto, dopo aver subito per quattro anni violenze da parte del suo ex-compagno e, trovata senza documenti, è stata portata nel Cie di via Mattei. La storia di Adama, arrivata in Italia dal Senegal, è stata resa nota da un appello di Migranda e Trama di Terre che ne chiede la liberazione a cui hanno aderito tantissime associazioni e realtà politiche, tra i tanti anche gli assessori Matteo Lepore e Luca Rizzo Nervo. Anche il sindaco Virginio Merola si è unito all’appello e ha detto di augurarsi che venga avviato per lei un percorso di regolarizzazione.
Secondo quanto racconta l’appello, Adama ha trovato casa e lavoro in Italia grazie allo stesso uomo che successivamente le ha sottratto parte dello stipendio, minacciando di denunciarla e farla espellere se lei non avesse accettato ogni suo arbitrio: Adama racconta di essere stata picchiata, stuprata e ferita alla gola con un coltello.
La Prefettura di Bologna ha autorizzato il 25 ottobre, su richiesta dell’avvocato di Adama, l’ingresso di due medici dell’associazione Sokos e di un interprete, per permettere alla donna di sporgere denuncia.
Ascolta l’avvocato di Adama Andrea Ronchi ronchi-adama-post
e ha detto di augurarsi che venga avviato per lei un percorso di regolarizzazione.

