16 nov. – Joe Tacopina ha cercato di tranquillizzare i tifosi: la seconda rata della fideiussione non l’ha versata, ma è un problema tecnico e non finanziario. Un brutto colpo che può incrinare il rapporto di fiducia che l’italo americano sta cercando di costruire con la città.
Alle 12 di sabato 15 novembre scadeva il termine pr presentare la fideiussione a garanzia della seconda tranche di aumento di capitale da sei milioni di euro. Si era parlato di una proroga ottenuta dai rossoblù, poi era arrivata la smentita dai soci della ex controllante Bologna 2010. Secondo Tacopina il problema sta proprio nella volontà degli ex soci che non avrebbero accettato la banca scelta per appoggiare la fideiussione. A questo punto si è detto pronto a cercare un altro istituto di credito, ma ha chiesto 15 giorni circa di tempo.
Lunedì 17 novembre si riuniranno i soci di Bologna 2010 (tra cui l’ex presidente Guaraldi e Morandi) e in consiglio decideranno se concedere la proroga oppure no. Il versamento da parte di Tacopina dei primi sette milioni di euro per la ricapitalizzazione restano una buona garanzia di impegno da parte del nuovo presidente rossoblù.
La data dirimente sarà comunque il 15 dicembre, quando dovranno essere versati gli ultimi 6 milioni. Non estranee alla nuova maretta che avvolge il Bologna sono le frizioni tra Tacopina e Joey Saputo: della divisione delle deleghe tra loro fino ad ora si è solo parlato, ma dalle ipotesi non si è ancora passati ai fatti.

