Delocalizzazioni temporanee per difendere il lavoro dopo il sisma

25 giu. – La Fiom ha scelto per il suo direttivo regionale Mirandola, una delle zone industriali più colpite dalle scosse di terremoto. “Un segnale di solidarietà, ma anche di voglia di ripresa” ha spiegato il segretario nazionale Maurizio Landini. La strada indicata è quella della delocalizzazione temporanea e limitata alle zone limitrofe a quelle colpite dal sisma, come già sta facendo la Titan. L’azienda metalmeccanica chiuderà temporaneamente il suo stabilimento di Finale Emilia, trasferendo i dipendenti a Crespellano e riducendo loro le ore di lavoro a parità di salario.

Francesca è una delegata della Wam di Cavezzo. fiom-stefania

Il sindacato, in nome della ripresa, tende la mano agli industriali. “Siamo pronti ad approcci non tradizionali” ha detto il segretario modenese Cesare Pizzolla, dando la disponibilità a discutere qualsiasi soluzione, anche quelle difficilmente digeribili in tempi normali, come i turni di notte. La ripresa però, avvertono i metalmeccanici, non deve essere un tema locale, ma nazionale: il rischio, secondo la Fiom, è le multinazionali lascino l’Italia.

Non solo il terremoto è stato al centro del vertice delle tute blu. Landini ha annunciato mobilitazioni in tutta Italia contro la riforma Fornero ed ha invitato la Cgil a fare altrettanto.

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