23 giu. – Ieri sera ha festeggiato la vittoria brindando fino a tardi in una trattoria della città, ma c’è da scommettere che da oggi i pensieri del nuovo sindaco Flavio Delbono saranno in gran parte rivolti alla definizione della nuova Giunta. Nomi certi non ce ne sono, di sicuro c’è solo la scelta di affidare il 50% delle cariche alle donne e una significativa discontinuità rispetto alla squadra di Cofferati.
Primo nodo, la poltrona di vicesindaco. L’Idv l’aveva prenotata, ma i risultati elettorali hanno proiettato in pole position Maurizio Cevenini, mister 4000 preferenze. La composizione del consiglio comunale in cui il Pd ha, da solo, la maggioranza assoluta inciderà sulla costruzione della giunta: meno compromessi con i partiti e più autonomia per Delbono nella scelta delle deleghe. L’ipotesi iniziale è di contenere la squadra a dieci unità, con riserva di ampliarla se il numero non garantisse gli equilibri di coalizione. Di certo la Giunta sarà resa pubblica entro una decina di giorni, probabilmente in parallelo con quella di Beatrice Draghetti per il bis in Provincia.
Ad essere accorpate saranno le deleghe al welfare e alla sanità, per cui corrono Francesca Puglisi, Elisabetta Calari e Amelia Frascaroli, tutte del Pd. Claudio Merighi, capo della campagna elettorale di Delbono, avrà la delega alla comunicazione, mentre Paolo Natali, anima cattolica del Pd, corre per l’urbanistica. Unico superstite della giunta Cofferati con chances di riconferma sembra Giuseppe Paruolo, mentre per la cultura Delbono ha annunciato un ruolo innovativo, una figura competente che sappia muoversi da manager: per qualcuno, l’identikit di Nicoletta Mantovani, anche se quest’ultima non ha mai confermato un impegno diretto. Tra le sorprese potrebbe rivelarsi Luciano Sita, past president Granarolo, che potrebbe essere l’uomo forte della cooperazione (cioè, attività produttive) nella squadra di Delbono. Se non ottenessero un assessorato “pesante” come la mobilità, gli alleati dell’Italia dei Valori gradirebbero il commercio, già avuto da Silvana Mura con Cofferati. Tra le altre donne che potrebbero essere in Giunta c’è anche Milena Naldi (Sinistra per Bologna), che avrebbe chiesto deleghe sulla casa e la qualità urbana, e la democratica Luisa Lazzaroni, una fedelissima di Delbono. Viene dal Cnr, ha competenze sui finanziamenti comunitari a piccole e medie imprese e potrebbe avere una delega all’innovazione o un ruolo di staff.
A chiedere spazio in giunta, sia in Comune che in Provincia ci sono anche gli alleati di Rifondazione e del Pdci, che domani dovrebbero incontrare il nuovo sindaco Flavio Delbono e la presidente della Provincia, Beatrice Draghetti. Per la Giunta provinciale si fa il nome di Marco Pondrelli, ex assessore a San Lazzaro. In Comune, invece, un assessorato spetterebbe al Pdci.
Azioni in ribasso per l’assessore uscente Anna Patullo, mentre piu’ accreditati sono Mauro Alboresi (segreteria provinciale della Cgil) e Stefania Ghedini, una delle maestre delle scuole XXI aprile in prima fila nelle mobilitazioni “No Gelmini”, che ha pero’il “difetto” di essere indipendente.
Infine, pur rimandando a successivi colloqui con Delbono, di fatto Giuseppe “Beppe” Cremonesi, componente della segreteria regionale della Cisl, conferma: “Spero di essere all’altezza”. Si riferisce al ruolo di capo del gabinetto del nuovo primo cittadino di Bologna. Oggi è stato avvistato a Palazzo D’Accursio, scortato da Claudio Merighi.

