Delbono-Lazzaroni, sentenze il 18 febbraio. Per l’ex assessore chiesto un anno

31 gen. – E’ prevista per il 18 febbraio prossimo la sentenza del Giudice per l’Udienza Preliminare, Bruno Perla, sull’accordo di patteggiamento tra l’ex sindaco Flavio Delbono e la Procura. L’accordo a cui sono giunti gli avvocati di Delbono e la pm Morena Plazzi è una condanna a un anno sette mesi e 10 giorni (pena sospesa), per i viaggi, in tutto una decina, fatti da Cracchi e Delbono, quando quest’ultimo era vice-presidente della Regione, pagati con soldi pubblici. Il gup Perla, il prossimo 18 febbraio, dovrà anche esprimersi sulla richiesta di condanna che il pm hanno presentato oggi, nel corso del rito abbreviato che vede imputata l’ex assessore al welfare, Luisa Lazzaroni, accusata di intralcio alla giustizia e induzione a rendere false dichiarazioni. La richiesta del pm è di un anno.

Delbono ha già risarcito la Regione Emilia Romagna con 42mila euro, metà per danno materiale e metà per danno d’immagine, e 4mila euro di interessi. L’accusa per l’ex sindaco è di peculato e truffa aggravata, intralcio alla giustizia e induzione a rilasciare false dichiarazioni per via delle pressioni che, secondo l’accusa, Delbono avrebbe fatto alla sua ex compagna perché tacesse.

La difesa dell’ex assessore al welfare ha presentato 44 documenti in cui sarebbe ricostruito “tutto il percorso della convenzione tra Comune e Cup, della possibilità di un ufficio distaccato e poi della cancellazione di questo ufficio da parte del Comune”. In sostanza, carte e e-mail che “esulano completamente Lazzaroni” ha detto l’avvocato Guido Magnisi. Il potere decisionale nella creazione della sede Cup distaccata, secondo la difesa di Lazzaroni, era nella mani del direttore generale del Cup Mauro Moruzzi, del direttore generale del Comune Gaudenzio Garavini e del vicesindaco Claudio Merighi.

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