“Ritengo che il mio killer politico sia stato Vasco Errani, l’attuale presidente della Regione Emilia-Romagna, con la copertura del segretario del Pd Pier Luigi Bersani e il non veto di Romano Prodi“. A due settimane dalla condanna a un anno e nove mesi Flavio Delbono riprende la parola e lo fa per attaccare i vertici di quello che fu il suo partito: il PD.
La bordata del “sindaco breve” arriva dalle pagine di un mensile napoletano dalla storia importante. Si chiama ‘La Voce delle Voci’ – primo numero a giugno 2007- ed è l’edizione nazionale dello storico periodico ‘La Voce della Campania’, fondato nel 1975 e fino al 1980 quindicinale del Pci.
Il ragionamento di Delbono è semplice e lineare, Errani aveva le regionali e doveva sgombrare il campo dall’imbarazzante Cinzia Gate, così chiese la testa del sindaco.
Parlando ancora con “La Voce delle Voci” Delbono ammette le sue colpe nel Cinzia Gate: “è giusto che chi sbaglia paghi, l’ho fatto e molto, in termini assoluti e comparativi. Dunque una mia ripresa politica non è in agenda e non la troverei neanche giusta, adesso”. Ma non dimentica di difendersi: “Nei miei confronti c’è stato un accanimento mediatico perché la vicenda investiva la sfera privata”.
Delbono non rinuncia però a lanciare alcune stoccate all’area Ds del Pd: “C’e’ chi, oggi, raccoglie apprezzamenti del passato, come accaduto con quelli del Collegio Costruttori dopo le modifiche al piano regolatore. Oppure con quelli degli ambienti finanziari bolognesi, tra cui Unipol, schierati apertamente per alcuni candidati del centro sinistra, perche’ qui si punta a mantenere una certa ortodossia comunista nell’amministrare la cosa pubblica”.
Ma l’ex sindaco nell’attaccare il presidente della regione commette, a onor del vero, un errore semantico: lo definisce “il Killer”, quando, semmai, nella logica del suo ragionamento dovrebbe essere “il Mandante”. E’ cosa nota infatti che fu il Vicesindaco Claudio Merighi a prendere le redini del caso Delbono in piena bufera “Cinzagate”. Quando Delbono palesò l’intenzione di poter tornare sui suoi passi convocando una riunione di Giunta via sms Merighi stoppò l’iniziativa sul nascere e fu sempre Merighi che si recò dal Prefetto a “concordare” le dimissioni del Sindaco Delbono nel giorno in cui si riuniva il Consiglio dei Ministri che doveva decidere sulle eventuali elezioni anticipate.

