Sì alle primarie. Forse il 14/2. Domani arriva Casini

28 gen – Il segretario del Pd bolognese Andrea De Maria abbandona la cautela e annuncia: “Noi abbiamo un metodo, quello delle primarie, da cui partire per il confronto con le altre forze del centrosinistra.”. Quindi primarie larghe, anche in caso di voto a marzo. Ci sono i tempi tecnici per farle? “Penso di sì” ha detto De Maria nell’anticamera di Palazzo d’Accursio.

Saranno ovviamente primarie lampo. Tra i democratici bolognesi si consulta il calendario e già si ipotizza di sentire gli elettori il 14 febbraio. Gli uomini pronti a scendere in campo ci sono, anche se per adesso non ci sono ancora candidature ufficiali. E’ da vedere cosa farà Duccio Campagnoli, l’assessore regionale alle attività produttive. Sembra pronto anche il vice sindaco Claudio Merighi, ma scalpita soprattutto Maurizio Cevenini, che in molti vedono come l’unica carta sicura per vincere in tempi così stretti, ma che non entusiasma la dirigenza del Pd. Il presidente del Consiglio Comunale preferirebbe evitare però la via delle primarie. I tempi verso il voto “sono stretti” dunque, “meglio guardarsi negli occhi e trovare un candidato forte e fortemente condiviso”. Le primarie, ha concluso Cevenini, “sono un passaggio cardine del nostro partito” ma “non un dogma”. Dello stesso avviso anche i Verdi che propongono Milena Gabanelli candidata a sindaco.

Domani in città arriverà il leader dell’Udc Pierferdinando Casini. Dal giorno dell’annuncio di dimissioni di Delbono si fanno forti, infatti, le voci di un accordo tra il Pdl e l’Udc attraverso il nome del centrista Gianluca Galletti, che nel caso dovrà ritirarsi dalla corsa a governatore dell’Emilia Romagna.

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