Bologna 26 mar. – “Sono d’accordo con il Dottor Giovannini che lo ha affermato: occorre ripristinare la carcerazione a fronte dello spaccio in strada. Ribadisco quanto ho già detto in proposito in campagna elettorale. Alla ripresa della attività parlamentare presenterò una proposta di legge su questo tema su cui spero di trovare un consenso ampio fra deputati dei diversi gruppi”. Così il parlamentare Pd Andrea De Maria, che rilancia una vecchia idea del pm Valter Giovannini. Per gli spacciatori in strada pene più severe, e soprattutto carcere assicurato.
“L’arroganza e la cifra delinquenziale di queste persone sono ormai intollerabili. Purtroppo cambierà poco se non si rivaluterà la possibilità di applicare il carcere anche per lo spaccio da strada”, ha detto una decina di giorni fa il pm bolognese. Una questione che sta molto a cuore a Giovannini, da tempo impegnato sul tema. “Gli spacciatori entrano nell’aula del tribunale e spesso escono con punizioni blande, liberi come prima di spacciare in piazza Verdi, in Montagnola o in altre zone della città”, diceva il magistrato l’anno scorso. Un tema che finirà presto sul tavolo di lavoro del parlamento.
A bocciare nettamente l’idea di Giovannini (e del parlamentare Andrea De Maria) sono i Radicali di Bologna e l’associazione Antigone, che da sempre si batte per i diritti dei detenuti e per le garanzie del sistema penale italiano. “Come radicali di Bologna siamo sorpresi da queste dichiarazioni – dice Zeno Gobetti, presidente dei Radicali di Bologna – Riteniamo che la detenzione per reati di piccolo spaccio, oltre che peggiorare la condizione di vita nelle carceri, sia una misura inutile a garantire la sicurezza dei cittadini. Non è certo la detenzione la misura più adeguata per affrontare il disagio che è alla base di questo tipo condotta criminale. Numerose ricerche dimostrano come l’avvio delle misure alternative alla detenzione carceraria abbiano un impatto positivo sul rischio di recidiva di reati penali. Riteniamo che una proposta simile sia ingiusta e inopportuna. Si crede veramente che la detenzione di questi soggetti sia la strada per un effettivo recupero sociale?”. Per i radicali la proposta di De Maria rientrerebbe all’interno della “giustizia preventiva”, se invece si vuole davvero distruggere lo spaccio in strada bisogna “seguire la strada della legalizzazione, soluzione capace di toccare gli interessi della criminalità organizzata e non della criminalità di miseria, quella che riguarda il piccolo spaccio in strada”.
“Siamo assolutamente contrari – dice invece l’avvocato Elia De Caro dell’Osservatorio Antigone Emilia Romagna – Sento spesso la necessità di tutelarsi contro eventuali condotte violente da parte di chi spaccia, per quelle questioni ci sono i reati specifici, non bisogna confondere le cose. Poi c’è il tema dell’affollamento carcerario, una buona parte dei detenuti italiani si trova in carcere proprio a causa dell’articolo 73 (Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, ndr) del Testo unico sulla droga”. Insomma, per Antigone con il ripristino della carcerazione a fronte dello spaccio in strada il rischio è quello di tornare a riempiere le carceri oltre ogni limite.


