4 lug. -Prima di lasciare via Rivani Andrea De Maria getta acqua sul fuoco. Per spegnere le polemiche di ieri il segretario cittadino del Pd loda la giunta «Ottima, di qualità, davvero un’ottima squadra». E cede il passo a Delbono: «Ha deciso chi doveva decidere, cioè il sindaco Delbono». Quanto alle tensioni, secondo il segretario sono naturali. In mezzo a tutta questa limpidezza, l’ambiguità rimane sul patto con l’Italia dei Valori: De Maria cerca di evitare la questione, omaggia il vicesindaco Claudio Merighi («un nostro dirigente molto capace e molto autorevole, oltre che carissimo amico da moltissimi anni, siamo orgogliosi appartenga al Partito democratico»), e infine commenta: «Si può dare agli stessi incontri una valenza diversa», lasciando intendere che i contatti riferiti dalla coordinatrice Idv Silvana Mura si sono verificati.
Poi De Maria affronta la spinosa questione del suo ruolo all’interno del partito annunciando la propria intenzione di candidarsi alla segreteria regionale. Afferma che da tempo si stava pensando a una successione e che «Al prossimo congresso provinciale andrà messo in campo un nuovo segretario». Andandosene, De Maria lancia un chiaro messaggio al partito: «Sto valutando se candidarmi per la segreteria regionale. Deciderò in questi giorni, c’è tempo fino al 30 luglio». Finora nessuno è ufficialmente in campo per la successione di Salvatore Caronna e per il segretario uscente un ruolo regionale potrebbe essere un’onorevole uscita dalla scena bolognese. Prima di congedarsi, De Maria sottolinea: «io il diritto di candidatura ce l’ho; il curriculum, credo, anche. Sono il segretario che ha fatto nascere il Pd e che ha vinto le comunali a Bologna».

