Bologna, 30 ott. – “Grazie ad un accordo con Hera alle persone in stato di bisogno in via De Maria verrà fornita acqua potabile, così come viene approntato in tutte le situazioni di emergenza, data la presenza di forte numero di minori, neonati, donne e anziani”. E’ l’amministrazione comunale a mettere nero su bianco l’impegno che le 32 famiglie che hanno occupato lo stabile in via Mario De Maria riavranno al più presto l’acqua. Non ancora quella corrente, ma i sacchetti di acqua potabile che Hera assicura in caso di interruzione prolungata della rete idrica.
La nota di palazzo d’Accursio arriva al termine di un incontro tra una delegazione di occupanti e di attivisti di Social Log e l’assessore alla casa Riccardo Malagoli. In mattinata si erano presentanti in forze i manifestanti e con carrozzine e passeggini (tra loro ci sono anche 24 minori) avevano riempito il cortile d’onore prima di ottenere, a fine mattinata, l’incontro con la giunta. Motivo della protesta: la chiusura dell’acqua.
Come hanno raccontato i manifestanti, nella giornata di ieri erano previsti dei lavori ad una condotta a pochi passi dallo stabile occupato. Come accade in questi casi, i tecnici intervenuti per conto di Hera hanno tolto l’acqua all’intero isolato. Al termine dei lavori la brutta scoperta: quando in tutto il quartiere l’acqua era tornata a scorrere dai rubinetti, al numero 5 di via Mario De Maria l’acqua non c’era. “E’ stato il proprietario” accusano i manifestanti che puntano il dito contro il Piano casa del Governo Renzi, il cui Articolo 5 vieta di concedere la residenza a chi vive in uno stabile occupato.
Da quando lo stabile è stato occupato, nel marzo scorso, non sono mancate le tensioni con il proprietario. Un paio di volte si è arrivati anche allo scontro fisico. Ora il Comune ha deciso, vista anche la presenza di molti bambini, di tentare una mediazione tra occupanti e proprietà. Per rivedere scorrere l’acqua dai rubinetti bisognerà aspettare lunedì quando il Comune incontrerà la proprietà dell’immobile per tentare di arrivare ad una soluzione che eviti lo sgombero di un immobile in cui da mesi vivono decine di famiglie con bambini. In caso di sgombero, essendoci molti bambini, il Comune sarebbe tenuto a prendere in carico i minori, e sarebbe un problema di non poco conto per Palazzo d’Accursio.



