5 mar. – Da oggi il Cinema Bellinzona proietta un film particolare, che sta conquistando la sua giusta attenzione grazie al passaparola del pubblico che, sin dall’anteprima alla Settimana della Critica durante la scorsa Mostra del Cinema di Venezia, ne è rimasto affascinato. Si tratta di Dancing with Maria, una coproduzione italo-sloveno-argentina, primo lungometraggio di Ivan Gergolet, regista di stanza a Trieste ma che si è laureato al DAMS di Bologna. La storia del documentario è quella di Maria Fux, una ballerina argentina classe 1922, che è una delle fondatrici della danzaterapia. In meno di un’ora e venti il film la segue nella sua accademia di Buenos Aires, raccontando con leggerezza il potere del corpo, del ritmo e dello spazio.
Gergolet, intervistato martedì scorso a SecondaVisione, ci ha raccontato che è stato grazie a sua moglie (che compare nel film) che ha conosciuto la Fux in Argentina. “Poi ho mostrato l’intervista che ho realizzato con lei al mio produttore e abbiamo deciso di raccontarne la storia. Sono stati tre anni molto intensi, un via vai tra Trieste e Buenos Aires durante il quale ho girato il film”: una bella avventura, insomma, che ci permette di conoscere un personaggio davvero unico, che ha curato decine e decine di persone. “Maria è stata anche molto sfuggente”, ha proseguito Ivan. “Più che seguirla, il punto è stata inseguirla, in quegli spazi, nello studio dove insegna e negli spazi intimi e personali a cui pochi hanno accesso: filmarla è stato il frutto di un rapporto personale che si è sviluppato negli anni”.
Oltre a superare bene la difficoltà di riprendere corpi danzanti in movimento, Dancing with Maria ha il pregio di non essere mai pietistico, nonostante spesso metta in scena degli handicap: “Io li chiamerei limiti“, ha precisato il nostro ospite riprendendo le parole della Fux, “perché se li chiamiamo così, è qualcosa che abbiamo tutti.”


