Dalla Slovacchia a Castel San Pietro. La delocalizzazione al contrario di Danfoss

Bologna, 1 dic. – Chi l’ha detto che le imprese debbano per forza lasciare l’Italia per andare dove il costo del lavoro è più basso? Non è successo, ad esempio, per il gruppo Danfoss, multinazionale danese con 23 mila addetti e un fatturato di 4,5 miliardi di euro. Danfoss ha scelto di trasferire tutta la produzione  europea di pompe oleodinamiche ad ingranaggi dalla Slovacchia a Castel San Pietro. Uno spostamento di poco meno di mille chilometri che ha premiato la provincia di Bologna e un territorio dove comunque, stipendi alla mano, le buste paga dei lavoratori locali sono più alte  di quelle dei loro colleghi slovacchi di Považská Bystrica.

Un piccolo evento anche per gli industriali locali, che infatti hanno convocato per domani una conferenza stampa. Presenti il presidente di Unindustria Bologna Alberto Vacchi e i vertici danesi e italiani di Danfoss. Toccherà a loro spiegare perché, nonostante il costo del lavoro più alto, Bologna ha vinto la gara della competizione sulla Slovacchia. A Castel San Pietro sorgerà dunque un nuovo stabilimento (a marchio Turolla) per un investimento complessivo di 6 milioni di euro.

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Investimenti e posti di lavoro si sposteranno da Považská Bystrica a Bologna

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