Dalla giunta 350 mila euro agli enti religiosi

23 feb. – Ogni anno una parte dei fondi che arrivano al Comune come oneri di urbanizzazione da chi costruisce in città è destinata agli enti religiosi, l’85% va alla Chiesa cattolica. Nell’ultima giunta prima delle dimissioni, il 16 febbraio, è stata sbloccata l’assegnazione del 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria arrivati nelle casse del Comune. E’ una cifra, versata dai costruttori in base alle volumetrie edificate, che deve servire come risarcimento per il consumo di territorio e per i servizi necessari agli abitanti delle nuove case. Quindi per la legge anche per nuovi luoghi di culto.

Nel 2008 gli oneri di urbanizzazione arrivati al Comune di Bologna sono stati pari a 5 milioni di euro, gli enti religiosi ne hanno ricevuti 366.000. La Repubblica Bologna di oggi indica l’andamento nel tempo di questi fondi, legati all’andamento del mercato immobiliare in città ed enumera le proprietà della Curia: un patrimonio di 120 tra case, negozi, uffici, garage, campi sportivi, cinema e teatri.

L’Unione degli atei e agnostici razionalisti (Uaar), che nel giugno scorso aveva raccolto oltre 1.300 firme contro il passaggio di 3 milioni di euro negli ultimi sei anni dalle casse di Palazzo D’Accursio a quelle di via Altabella, in una nota annuncia l’intenzione di dar battaglia. «Se non verrà azzerato il finanziamento all’edilizia di culto – avverte l’associazione – per il principio della non discriminazione l’Uaar chiederà alla prossima amministrazione di ricevere la fetta spettante ai cittadini atei, agnostici e laici, di fatto oltre il 70% in città, impegnandosi a utilizzare tutte le somme per opere di edilizia scolastica statale».

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