Dal palco della festa il “Cev” parla da candidato

6 set.- Anche se non lo dice mai espressamente Maurizio Cevenini rompe gli indugi e parla da candidato in pectore. Afferma che è il Sindaco a scegliere gli assessori, quasi a mettere le mani avanti, e poi si lancia in una serie di proposte: alla cessione delle quote nelle società partecipate (ma mantenendo un controllo pubblico), sì alla pedonalizzazione del centro storico, sì al Passante nord e al Civis, sì all’intervento del privato nella scuola e nella sanità ma accanto al pubblico e con delle regole chiare. Apre ai privati anche sugli asili nidi, ma poi si rivolge anche alla città degli studenti e degli immigrati “che diventeranno bolognesi”.
E poi coglie la proposta rilanciata domenica scorsa da Campagnoli sul metrò, che potrebbe essere abbandonato usando la rete ferroviaria di superficie, così come ipotizzano da tempo Regione e Provincia.
Questi alcuni dei passaggi degli interventi di Maurizio Cevenini che dal palco della festa dell’Unità, che nel suo stile molto trasversale ha declinato il suo programma, anche se non ha mai pronunciato formalmente le parole “mi candido“.

Il Cev ha ripetuto più volte che lui “c’è” per Bologna e per il suo partito ma che non accetterebbe mai di essere il “candidato del partito”, il Pd. L’atmosfera della sala dibattiti, zeppa all’inverosimile,  comunque sa di investitura tanto che qualche voce dal fondo della sala dice “glielo chiediamo noi di candidarsi”.

“Mi auguro che non ci siano veleni – ha ripetuto più volte un Cev molto emozionato e ha sottolineato – io posso permettermi di dire questo perché sono arrivato secondo alle primarie che scelsero Delbono e non sono diventato vicesindaco”.

Martedi mattina, alle 8.45, Maurizio Cevenini sarà ospite nei nostri studi  per un microfono aperto.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.