17 giu. – Dal 2007 ad oggi, sono 173 i lavoratori stranieri che hanno denunciato i loro sfruttatori e per questo sono entrati nel programma di prima assistenza e protezione della Regione Emilia Romagna.
“Oltre la strada” è il nome del progetto regionale nato 14 anni fa per le donne vittime di sfruttamento sessuale ed esteso nel 2007 anche ai lavoratori sfruttati. Il progetto, cofinanziato dal Ministero per le pari opportunità, consente, secondo il decreto legislativo 286/98, di garantire alle persone che denunciano i propri sfruttatori di ricevere il permesso di soggiorno per protezione sociale.
“Ti sfruttano sul lavoro? Subisci violenze, minacce, ricatti? Chiamaci” è lo slogan della campagna di comunicazione della Regione Emilia Romagna che durerà due settimane. Spot radiofonici, locandine sugli autobus e volantini sulle cappelliere dei treni per informare i cittadini, italiani e non, che per denunciare gli sfruttatori esiste il numero verde 800 290 290. Il servizio, attivo 24 ore su 24, è multilingue, così come le locandine e il materiale informativo.
Dei 173 lavoratori che dal 2007 hanno denunciato i propri sfruttatori, la totalità ha ottenuto il permesso di soggiorno per protezione sociale. Al momento, i lavoratori ancora in protezione sono 112. Il 62% dei lavoratori sfruttati che hanno denunciato sono originari del Nord Africa mentre il 28% proviene dai paesi dell’est europeo. L’88% sono uomini e per la maggior parte hanno un’età compresa tra il 20 e i 40 anni (83,3%).
Per quanto riguarda gli sfruttatori, il 74% sono italiani che operano in edilizia e agricoltura. Un dato interessante riguarda la distribuzione territoriale delle denunce: su 173, a Bologna sono stati 37 i lavoratori sfruttati, mentre a Reggio Emilia ben 82. Quest’ultimo dato rimanda alla vicenda della Ital Edil srl, un’impresa edile reggiana che finì sotto inchiesta nel 2008 perché impiegava un numero enorme di lavoratori irregolari pagandoli appena 1,70 euro all’ora. Veri e propri schiavi.

