Dadamatto non sa se parlare, le parole sono importanti, è chiaro, ma crede nel linguaggio non verbale. Dadamatto ha un principio d’ulcera, carica le tensioni quotidiane nella pancia tuttavia è convinto che derivi tutto dal cervello. In effetti è così. Dadamatto è felice se il mondo è felice, è triste se il mondo è triste, non ha una personalità, ma plurime, spesso in conflitto tra loro. Dadamatto ha parlato: “Anema e core”. Nella speranza di capire un giorno la distanza tra l’una e l’altra parte.
Nuovo giro nuova corsa: la settimana di Area51 la firmano i DADAMATTO, trio del brio di Senigallia. ANEMA E CORE, loro terza prova in studio, è un concentrato di surrealismo pop tessuto per immagini e generi disparati. Tornano dopo tre anni, affidandosi a Max Stirner (Nada, Zen Circus) e convincono moltissimo. La verve di Marco (spiegateci cosa mangiano a casa Imparato per tirare fuori due musicisti così: Giovanni suona nei Chewingum), Andrea e Michele è davvero fuori dai binari e si concretizza in uno sguardo disperatamente vitale che tutto beve: Shakespeare tra coretti e cortocircuiti, rivoluzioni e frigoriferi perennemente vuoti, rassegnazione tra vitamine psicologi e poesia. I Dadamatto sono questo e molto di più. Dietro la carica di certo post-punk, dietro le melodie ben fatte – di quelle scritte bene da portarti in giro sotto la doccia o mentre aspetti il verde del semaforo, puntando il naso all’insù – c’è un’ironia spietata, ma fresca, che lascia una piega sulla bocca e una costellazione di spilli nella pancia.
Li incontrano i sempre fidi Madesi e Magragrazia Cavallo negli studi della bella Città del Capo – Radio Metropolitana di Bologna.
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Area51crew ha un blog
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e una nuova pagina su faccialibro
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