“Da settembre si comincia a fare”

6 giu. – “Una città connessa, internazionale, che non ha paura delle sfide”. E’ questa la Bologna che emerge alla fine della fase di progettazione del Piano strategico metropolitano, secondo il presidente del Comitato scientifico Daniele Donati. All’inizio di luglio chi vi ha partecipato potrà decidere di mettere la firma sotto il patto strategico, che nel frattempo sarà stato discusso lunedì 10 giugno dalla conferenza metropolitana dei sindaci e a seguire dal comitato promotore, composto dalle istituzioni del territorio bolognese, da associazioni di categoria e organizzazioni sindacali. Il percorso era partito nell’ottobre del 2011.
950 partecipanti nel corso di 87 incontri hanno prodotto 66 progetti, sui quali si cercherà la condivisione ufficiale e la presa in carico formale con il terzo e ultimo forum metropolitano, questa estate.
Le priorità per Bologna vanno da Irma, un progetto per il rinascimento della manifattura, all’agenda digitale metropolitana. In mezzo c’è tutto quello che serve per costruire nell’arco di almeno 10 anni una città metropolitana: dai distretti culturali, al civismo responsabile, passando per le case della salute, la comunità solare e il potenziamento dei sistemi di trasporto delle persone e delle merci.
Una trama tessuta all’insegna della trasversalità anche per agganciare i fondi europei destinati alle città dotate di una progettazione di questo tipo. Sarà la politica a dire quali saranno, di qui a un anno, i primi cantieri da aprire, ha detto Donati

Daniele Donati

Da oggi si possono leggere le schede dei 66 progetti sul sito del Piano strategico metropolitano.

 

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