4 dic. – E’ una pioggia di critiche quella che piomba sul commissario Anna Maria Cancellieri dopo che ieri sono state annunciate le linee guida del bilancio comunale ‘lacrime e sangue’. La vittima predestinata dei tagli che l’amministrazione comunale ha in progetto su nidi e materne, secondo Francesco Murru, presidente delle Acli provinciali, è “la famiglia”. Anche dal segretario del Partito Democratico, Raffaele Donini, arriva uno stop: no ad un “aumento indiscriminato delle tariffe agli utenti”. Il numero uno di via Rivani, insieme alla responsabile al welfare Paola Marani, chiederà nei prossimi giorni un incontro con il commissario perché “sentiamo la responsabilità – dice Donini – di cambiare questa manovra ponendoci in un atteggiamento costruttivo“. I democratici bocciano i “tagli lineari” e si dicono favorevoli “alle azioni di razionalizzazione delle spese e di riorganizzazione del sistema del welfare, che non si traducano in tagli ai servizi“. Anche il candidato alle primarie del centrosinistra, Virginio Merola, critica la scelta del commissario: “Dobbiamo lavorare per una maggiore equità. I lavoratori e le famiglie sono già colpiti da questa crisi. Non possiamo accettare che siano colpiti ulteriormente“.
Il comitato Scuola e Costituzione attacca il Comune soprattutto sulla scelta di introdurre una retta d’iscrizione per le scuole materne (fino a 130 euro all’anno). E’ “un atto gravissimo – dicono dal comitato – che aprirebbe pericolosamente la strada alla privatizzazione della scuola d’infanzia comunale“. Piuttosto, propongono dal comitato, “si riduca il finanziamento alle scuole private paritarie (1milione e 55mila euro per l’anno scolastico 2010-2011), di molto superiore a quanto incasserebbe il Comune con l’introduzione della retta“.

