
Foto di Tristan Taylor
14 lug. – Ieri pomeriggio Bologna era il posto più rovente del pianeta: per qualche breve istante, tuttavia, dalle parti di Via del Guasto si è respirata aria di primavera. I Dizzyride, in città per il concerto al Freakout Club in compagnia dei felsinei Qlowski e del supergruppo glam pop Terry da Melbourne, sono passati a refrigerare il nostro container al Guasto Village con un piccolo concerto acustico e qualche chiacchiera.
“Ci siamo incontrati a New York qualche anno fa. Ora siamo sposati, quindi siamo sempre insieme”, spiega Zoë Kiefl ai microfoni di Afa. “Avevamo entrambi progetti solisti prima di questa band; prima è nato l’amore, poi questo gruppo”. Nicola Donà, già nei The Calorifer Is Very Hot – più volte ospiti in passato della nostra radio, e Zoë hanno dato vita a Dizzyride nell’estate del 2014, a Brooklyn: lei viene da Montreal, Canada mentre Nicola è veneto. “Dopo la laurea a Ferrara ho fatto un giro a New York di tre mesi. Mentre stavamo preparando il primo disco dei Calorifero ero là, e quando sono tornato abbiamo fatto un tour di due mesi negli Stati Uniti: e alla fine ci sono rimasto”, racconta Nicola. “Ora viviamo un po’ alla giornata, non sappiamo dove saremo domani. Però ogni volta che veniamo in Italia vediamo le città, e ci innamoriamo… per esempio, stiamo già guardando gli affitti di Bologna!”.
Il loro dream pop lo-fi venato di malinconia e sensualità segna una discontinuità artistica rispetto al passato dei due musicisti. “Si tratta di un progetto molto diverso dai Calorifero a livello musicale”, prosegue Nicola. “Io e Zoë avevamo gusti molto simili sin da subito: il suo progetto solista è molto riconducibile a Horrible Present“ (l’identità psych-surf di Nicola Donà, ndr).
Nonostante siano una band di recentissima formazione, i Dizzyride hanno già avuto modo di girare il mondo e calcare palcoscenici importanti, come quello del Sxsw di Austin lo scorso marzo: “Abbiamo girato in dieci su un furgone con dei nostri amici di Amburgo per un mese: abbiamo visto tantissime città in America, tra concerti fighissimi e concerti stranissimi“. Dopo il lungo tour americano per presentare il loro debutto omonimo sulla lunga distanza, pubblicato lo scorso inverno da We Were Never Being Boring e Oddwop ed accolto con entusiasmo dalla critica italiana, il duo è già al lavoro sul prossimo album: “Stiamo già lavorando a pezzi nuovi: abbiamo registrato il nuovo disco al Pom Pom studio di Roma con una band di nostri amici che abbiamo conosciuto in Texas, i Weird Black“.
I Dizzyride hanno suonato in diretta dal container due brani: il primo è ‘Tie Dye Brooklyn Sky‘, presente nella loro cassetta Parade del 2015, e contiene momenti di insuperato e caustico lirismo (“I’ve got no health insurance – But I’ve got AppleCare”). Il secondo si intitola invece ‘Chinatown’ ed “è un pezzo nuovissimo, l’abbiamo appena finito di registrare a Roma la settimana scorsa” spiega Zoë. Queste versioni acustiche, molto intime e suadenti, si discostano dal set live del duo: “È un po’ diverso: dal vivo suoniamo con basso, tastiere e loop station; mentre qui abbiamo una chitarra acustica – che non utilizziamo live – e una tastiera”.
Ascolta il podcast dell’intervista a cura di Afa ed il live acustico dal Guasto Village dei Dizzyride.

