Da magazzino ad aula occupata


23 nov. – Dopo 12 giorni di occupazione della facoltà di lettere e filosofia in via Zamboni 38, gli studenti di OccupyUnibo si trasferiscono di qualche civico ed entrano in un’aula del dipartimento di Italianistica, al 32 della stessa strada. “Abbiamo chiesto diverse volte all’Università uno spazio, ma ci hanno sempre detto che non ce ne sono”, spiegano perché hanno deciso di occupare quello spazio, “usato come ripostiglio“. Dopo aver attaccato qualche striscione e cartello gli studenti hanno comuniciato a sgomberare la stanza da vecchi computer imballati, sedie e tavoli, ammassandoli in cortile.

Sul posto è arrivato il prorettore agli studenti Roberto Nicoletti, per nulla contento del blitz: “Stanno tirando un po’ troppo la corda” sbotta. Il prorettore ha spiegato di aver proposto ai collettivi “uno spazio per una giornata, anche per due giorni a settimana”. Un’aula aperta tutti i giorni secondo Nicoletti è impossibile e aggiunge che l’aula occupata era usata come deposito perché non c’è il riscaldamento. Al momento, comunque, Nicoletti esclude di voler prendere provvedimenti, insieme alla preside di Lettere, Carla Giovannini, per mettere fine all’occupazione.

Nei prossimi giorni gli studenti hanno intenzione di creare ad italianistica una “Officina del sapere” portando al suo interno tutti i progetti nati all’interno dell’occupazione di Lettere e Filosofia: laboratori artistici, mostre e performances, proiezioni e inchieste. Primo appuntamento un’assemblea di presentazione giovedì 24 novembre alle 17.

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