10 ott. – Saranno Palazzo Pepoli Campogrande di via Castiglione e un palazzo Acer di periferia gli edifici scelti per testare gli interventi di pulitura dai graffiti. Lunedì sarà lo stesso sindaco Delbono ad aprire il cantiere dove i tecnici della Soprintendenza valuteranno il procedimento di pulizia. Non si tratterà di pennellare sopra le scritte, altrimenti, spiega la Soprintendente Carla Di Francesco «si aggiunge degrado al degrado» e si rischiano macchie di colore non omogenee con il resto del palazzo. Da mesi i tecnici hanno schedato gli edifici destinati alla ripulitura (quelli compresi nell’area dei Musei) in base all’architettura, al materiale di costruzione e allo stato di degrado. Sono stati catalogati anche i graffiti: quelli fatti con lo spray, con la vernice o con i pennarelli (i peggiori, secondo Di Francesco). Per ogni edificio è stato studiato un piano di intervento. Per il progetto sono disponibili 230mila euro, di cui 200mila racimolati tra Comune, Fondazioni e privati, 30mila dalla Soprintendenza. Palazzo D’Accursio selezionerà le aziende che opereranno tra quelle specializzate in restauri di edifici di pregio, cui verrà fornito il manuale operativo della Soprintendenza.
Alcune aree della città saranno affidate a sponsor, selezionati tramite un bando, che sarà messo a punto con le associazioni di categoria.
Per i privati che intenderanno ripulire i propri muri, il Comune prevederà degli incentivi di natura fiscale e di accesso al credito. I lavori programmati con la Soprintendenza andranno avanti fino alle festività natalizie. Per i writers che vorranno continuare a dipingere sono state selezionate delle zone con muri adatti.
Infine, il controllo: cinque associazioni di volontariato sono state coinvolte nella vigilanza, mentre in accordo con Questura e Prefettura saranno installate delle telecamere.
