15 apr.- Un protocollo per arginare la criminalità mafiosa in Emilia-Romagna. E’ la proposta che proviene da Legacoop Bologna, in collaborazione con il ministero dell’Interno e la Prefettura di Bologna.
Si tratta di un sistema di controlli che si aggiungano alle certificazioni anti-mafia: incrociando le informative anti-mafia delle Prefetture, della Polizia e le conoscenze del mondo cooperativo, si andrà a creare un albo di fornitori e aziende che hanno ricevuto parere positivo ai controlli antimafia. Per fare questo si partirà a censire quei settori considerati maggiormente a rischio di infiltrazioni criminali: quello delle costruzioni e del movimento terra e il settore immobiliare.
Le cooperative aderenti al protocollo si impegnano quindi a scegliere i propri partner, fornitori o soci, tra coloro che hanno ricevuto il via libera. Inoltre, il protocollo prevede clausole di scioglimento automatico del contratto in caso di condanna (anche in primo grado), applicazione di misure di prevenzione, ecc.
L’obiettivo, più che creare una nuova “certificazione” aumentando di fatto la burocrazia è quello di instaurare un circolo virtuoso in cui le imprese che scelgono la legalità non si trovino sole di fronte a fornitori “poco trasparenti”. La volontà è quella di partire con una sperimentazione su Bologna ma dice il presidente di Legacoop Giampiero Calzolari, “noi abbiamo lanciato l’idea. Speriamo caldamente che altri, di tutti i settori d’impresa, aderiscano”.
Giovedì 18 Aprile si parlerà del protocollo durante il convegno “Legalità, un patto per Bologna”, organizzato da Legocoop Bologna a partire dalle 16 alle Scuderie di piazza Verdi. Nell’occasione verrà anche presentata la docu-inchiesta sull’infiltrazione mafiosa in Emilia-Romagna realizzata da Giovanni Tiziandi cui qui trovate il trailer. L’inchiesta sarà pubblicata a puntate sul web e divulgata tramite presentazioni pubbliche, con particolare alle scuole.

