Da Bologna “stanca e rallentata” a “sicura e attraente”

3 giu. – Si concludono con Flavio Delbono le nostre interviste ai candidati a sindaco in occasione delle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno.

Delbono (sostenuto dal Partito Democratico, Italia dei Valori, Verdi, Sinistra per Bologna, Rifondazione Comunisti Italiani, Bologna al Centro e Bologna 2014) chiuderà la sua campagna elettorale in piazza Maggiore domani alle 21, senza i suoi alleati e senza il sindaco Sergio Cofferati che ha scelto di non essere presente. “Esserci dipendeva da lui, penso sia altrove. Uno deve essere dove si sente. Se c’era ero contento, se non c’è, pazienza”.

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Ma come sarà la Bologna che Delbono potrebbe ereditare e come diventerà sotto la sua guida? Ora per il candidato del centrosinistra è una città “bellina, stanca e rallentata“. Il suo impegno è farla diventare “bella, sicura e attraente”. E in attesa del voto, non teme l’astensionismo.

no-astensionismo

Sulle politiche familiari e sul tema della laicità Delbono non lascia spazio a chi, all’interno del mondo cattolico, chiede dei distinguo. “Certo che esistono più tipi di famiglie. Personalmente so distinguere qual è il mio credo. Diffido sempre chi comincia una sua proposta politica dicendo siccome sono“.

famiglie

C’è tempo per parlare anche di urbanistica e servizi sociali. Sollecitato dagli ascoltatori, Delbono assicura che verrà riaperta la stuttura per senza fissa dimora, “L’isola che non c’è”. Poi sulla costruzione di nuove case. “Anche Bologna deve interrogarsi sul consumo di nuovo territorio”.

urbanistic

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