Cup2000 a pezzi: sul mercato le attività “non strategiche”

2 ott. – Una riorganizzazione di Cup 2000 con attività da re-internalizzare, attività da mantenere in house, attività da delegare al mercato. E’ quanto prevede il ‘Documento di indirizzo strategico per l’elaborazione del piano industriale’ approvato, dopo essere stato illustrato in mattinata ai sindacati, dall’Assemblea dei soci di Cup 2000 e condiviso dal suo Consiglio di amministrazione.

Il Piano industriale vero e proprio sarà definito, entro il prossimo 30 novembre, da un Comitato operativo composto da tecnici individuati dai soci e dalla direzione tecnica della società. ”E’ stato avviato un percorso – spiega l’assessore regionale alla sanità, Carlo Lusenti -, un confronto nel merito tra le parti sociali e i soci, per arrivare a un progetto condiviso e sostenibile dal punto di vista economico, che vada incontro alle esigenze di qualità e di innovazione che ci chiedono i cittadini. E per far questo mettiamo in campo gli investimenti necessari per garantire sviluppo e stabilità occupazionale”.

l ‘Documento di indirizzo’ prevede, spiega una nota della Giunta regionale, che ”saranno ricollocate all’interno della struttura organizzativa dell’azienda, innanzitutto, la programmazione delle agende ambulatoriali degli specialisti e dei servizi di diagnostica. Si tratta, infatti, di un’attività svolta a stretto contatto con le direzioni sanitarie e con i professionisti, che incide sui tempi di attesa e che, pertanto, ‘appartiene a tutti gli effetti al core business aziendale’. ‘Ragioni di opportunità economica e di tutela della base occupazionale’ sono, invece, alla base della scelta di reinternalizzare le attività cosiddette di front office (sportello e call center di prenotazione e informativo)”. Come secondo punto, ”saranno mantenute e sviluppate ‘in house’, sotto il diretto controllo degli enti soci, sia l’attività di analisi e progettazione dei sistemi Ict sia il coordinamento della gestione delle banche dati sanitarie. Nel primo caso, poiché la configurazione delle soluzioni è strategica per lo sviluppo delle organizzazioni sanitarie e dei relativi bisogni, nel secondo caso perché il valore e la delicatezza di tali contenuti richiede livelli di responsabilità diretti, soprattutto sul fronte delle misure di sicurezza e controllo. Sono confermate a gestione diretta anche la manutenzione ordinaria dei software e l’attività di general contractor per l’acquisto di servizi”. Infine, ”sono da delegare al mercato (previa analisi costi-benefici) i servizi di archiviazione digitale (cartelle e ricette), lo sviluppo di nuovi software e l’attività di help desk interna, perché non altamente strategici per le organizzazioni sanitarie, perché governabili anche se esternalizzati o perché economicamente più vantaggiosi”. L’azienda ha 584 dipendenti (dati 2013), di cui 338 impiegati negli sportelli e call center; poi 246 nei processi tecnologici. Il bilancio 2012 di Cup 2000 ha un valore della produzione a 35,2 milioni circa, un corrispondente costo della produzione a circa 34,3 milioni, un utile netto a 359.820 euro. L’andamento al primo semestre 2013 conferma i valori dell’anno scorso (Ansa).

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