13 apr.- Il Cup 2000 si tira fuori dall’affaire Delbono. Mentre proseguono le indagini nei confronti dell’ex sindaco, la società con un comunicato ufficiale prende le distanze dalle “vicende processuali che hanno interessato il professore Flavio Delbono e la signora Cinzia Cracchi“. In particolare, l’azienda “si augura di poter continuare a svolgere il proprio servizio con la serenità di sempre, auspicando l’immediata cessazione dell’accostamento del proprio nome con i fatti di cronaca ai quali è totalmente estranea”. Gli intrecci tra la vicenda giudiziaria di Delbono, Cracchi e Cup 2000 sono vari: al Cup fu trasferita Cracchi dalla Regione dopo la fine della sua relazione con l’allora vice di Vasco Errani. Sullo stipendio della signora, rimasto invariato dopo il trasferimento, sta indagando la Procura. Dal Cup inoltre ricevette molti appalti Mirko Divani, amico di Delbono e titolare del bancomat attraverso il quale l’ex sindaco passava denaro a Cracchi, oggi indagato. Infine, oggetto delle indagini della Procura sono i rapporti tra Cup e Comune di Bologna. Un ruolo di primo piano l’avrebbe avuto l’ex assessore Luisa Lazzaroni, anche lei indagata, che stava predisponendo una convenzione per installare un ufficio cup a Palazzo D’Accursio. Secondo i magistrati, quel posto avrebbe potuto essere destinato alla signora Cracchi.
Nel corso delle indagini, la procura aveva interrogato sia il presidente del Cup Luciano Vandelli che il direttore generale Mauro Moruzzi.

