18 lug. – Erano tanti i lavoratori e le lavoratrici di Cup 2000 che in corteo hanno raggiunto la Regione per poi tornare alla sede di Via Borgo di San Pietro, a Bologna. Alcune centinaia. Lo sciopero è stato di tutta la giornata per chiedere chiarezza sul futuro di Cup e dei 200 dipendenti su 600 che sono considerati a rischio. Organico ridotto, secondo i vertici persone che saranno riassorbite dalle Asl. A rischio anche i lavoratori precari, che la spending review impedirebbe di assumere.
Come ancora non è chiaro se Cup manterrà la totale partecipazione pubblica o se verrà privatizzata con quotazione in borsa.
I sindacati (Cgil, Cisl e Usb) vorrebbero che Regione e Comune prendessero chiaramente una posizione. A rischio potrebbe essere proprio la funzione di sportello per la prenotazione delle prestazioni sanitarie, un servizio che ha sempre caratterizzato positivamente la sanità della nostra regione.

