10 mag. – Dopo il crollo di sabato mattina nella sede centrale delle Poste di piazza Minghetti, in cui sono rimasti feriti lievemente una coppia di clienti e una dipendente, la procura ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di lesioni colpose, ma dopo una verifica delle portata del crollo potrebbe trasformarsi in disastro colposo.
Il piano in cui erano in corso i lavori è di proprietà della Banca di Bologna: una clausola contrattuale prevedeva che i lavori dovevano essere svolti solo con gli uffici sottostanti vuoti, ma sabato gli operai stavano lavorando dall’inizio della mattina, con gli uffici aperti. E’ questo uno degli elementi emersi dai primi accertamenti dell’inchiesta condotta dalla Pm Gabriella Tavano, che ha dato mandato al personale della Asl di stabilire l’organigramma delle ditte impegnate nei lavori, dei responsabili della sicurezza delle stesse e di sentire anche gli operai impegnati nei lavori. Intanto, Poste Italiane ha deciso di costituirsi parte offesa nei confronti degli eventuali soggetti responsabili del crollo.
