
photo credit: 401(K) 2013 cc
Bologna, 13 gen. – Sotto la scure della crisi finisce anche la salute. A dirlo è un’indagine di Uni Salute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, secondo cui a Bologna l’11% degli intervistati ha dichiarato di fare meno controlli per motivi economici. Il 34% inoltre ha dichiarato di fare solo le visite indispensabili.
In particolare sono le donne (59%) ad aver stretto la cinghia anche sul fronte salute. Naturalmente, si fa meno ricorso anche alla sanità privata: quasi un bolognese su cinque (19%) ha diminuito la frequenza con cui sceglie il settore privato, solitamente più costosa di quello pubblico, e ben l’87% degli intervistati dichiara che ciò è dovuto a questioni economiche. Quando si rivolge alla sanità privata, la maggioranza dei bolognesi (61%) lo fa perché i tempi di attesa nel pubblico sono troppo lunghi e non sempre ci si può permettere di aspettare troppo per curarsi.
“Un minore valutazione del proprio benessere può portare poi a dover ricorrere a vere e proprie cure” commenta il direttore generale di UniSalute, Fiammetta Fabris, che sottolinea come invece di solito sono le donne “quelle che fanno più attività di prevenzione“.

