Crisi. Fiom: “Finanziare cassa in deroga o sarà disastro sociale”

10 apr. – In provincia di Bologna il numero delle aziende coinvolte dalla crisi è in aumento, come il numero dei lavoratori coinvolti dagli ammortizzatori sociali in deroga. Oggi ci sono 53 industrie e 220 imprese artigiane che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga, rispettivamente per 955 e per 1.370 dipendenti.

La Fiom, puntando il dito contro “il governo e i partiti che l’hanno sostenuto”, denuncia che lo sblocco della cassa in deroga avvenuto a febbraio per l’ultimo periodo del 2012 è stato parziale e, per chi aspetta 6 mensilità, le 2 ricevute sono appena un acconto. Per questo il sindacato parteciperà alla manifestazione nazionale del 16 aprile di Cgil Cisl e Uil per chiedere al governo di finanziare gli ammortizzatori fino a tutto il 2013.

Altrimenti sarà “un disastro sociale“, prospetta Eugenio Martelli, della segreteria della Fiom di Bologna, perché dei 37 milioni destinati all’Emilia-Romagna 8 sono stati consumati e, se la tendenza viene confermata, a maggio il monte sarà consumato.

Ascoltaeugenio martelli sito_130410

“E’ dura e umiliante”, racconta un operaio della Verlicchi, che ha ricevuto l’ultima busta paga il 30 novembre. Lavora da 40 anni, è in cassa integrazione da 3, ultimamente in deroga. Con la riforma Fornero, gli mancherebbero 2 anni per la pensione.

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Dal 2008 a oggi sono fallite 180 aziende, almeno fra quelle note alla Fiom di Bologna. Nel settore metalmeccanico, secondo il sindacato, si sono salvate dalla crisi solo le imprese di packaging, che non risulta abbiano fatto ricorso agli ammortizzatori sociali.

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