10 lug. – Sono 1413 le aziende in crisi delle provincia di Bologna e 38.501 i lavoratori interessati da cassa integrazione, licenziamenti e ammortizzatori in deroga. Un quadro, quello descritto nel quarto rapporto dell’Osservatorio sull’economia e il lavoro dell’Ires Cgil (Istituto ricerche economiche e sociali), che denota un aumento di 442 aziende in difficoltà in più rispetto al mese di marzo. Il settore in cui si registra un vero e proprio tracollo è il metalmeccanico, che da solo rappresenta i 2/3 del totale delle imprese censite.
Contro la crisi Cgil suggerisce di puntare su ricerca e formazione professionale, a partire dai lavoratori cassintegrati costretti a rimanere a casa. Una proposta che oggi pomeriggio, nel corso della presentazione del report di Ires, ha raccolto i consensi del sindaco Flavio Delbono e del presidente di Unindustria Bologna Maurizio Marchesini.
Tra gli argomenti di confronto, anche il ruolo delle banche che, secondo Cesare Melloni, Segretario generale di CdlM-Cgil, “dovrebbero tornare a fare il proprio lavoro e rendere l’accesso al credito più semplice”.
Il primo cittadino ha ribadito la sua ricetta anticrisi: servirebbe il ritorno ai principi keynesiani, ma in “salsa bolognese”, ovvero puntando sulle peculiarità di Bologna. Delbono ha anche sottolineato l’importanza dei flussi migratori che hanno portato molti giovani (il 60% di loro ha meno di 35 anni) a trasferirsi nella nostra provincia.
Le posizioni di Unindustria e Cgil rimangono distanti sulla contrattazione sindacale. Il presidente di Unindustria Bologna ha affermato di avere a cuore il dialogo, tanto da anticipare che terrà per sé la delega sindacale.

