26 ott. – Peggiora la situazione per i lavoratori emiliano-romagnoli della Agile e sul piano nazionale
la “vicenda, a breve, potrebbe diventare ingestibile sul piano sociale”, avverte la Fiom. L’azienda ha avviato una procedura di licenziamento per 47 dipendenti (all’interno dei 1.200 esuberi a livello nazionale) dello stabilimento di Bologna (occupa 74 lavoratori), che ora rischiano pure di rimanere senza sede.
Il contratto d’affitto dei locali della Agile a Bologna sta per essere interrotto “per inadempienza nei pagamenti”. Inoltre, “al momento non si prospettano credibili soluzioni” hanno detto gli stessi dipendenti che oggi si sono incontrati alla Camera del lavoro di Bologna.
La loro vicenda è lunga e complessa, a cominciare dai tanti passaggi di proprietà e dalla continua mancanza di concrete politiche aziendali di investimento nel settore information tecnology.
In questi ultimi mesi i lavoratori Agile hanno tentato, “anche se privati degli stipendi e dovendo pure coprire, senza rimborsi, alcune spese di gestione”, di onorare gli impegni assunti con i clienti, “assistendo invece a un’apatia e a un disimpegno aziendale che hanno minato la maggioranza dei contratti”.
Poi, pochi giorni fa, è stata presentata una procedura di licenziamento “giustificata da una generica e, a
nostro avviso, falsificata difficoltà del settore a copertura di un’assoluta assenza di strategie di rilancio e di investimenti”.

