Arriva il metodo Marchionne. Alla Magneti Marelli dimezzate la pause in fonderia

sergio marchionne foto flickr  Italian Embassy CC BY-ND 2.0

Sergio Marchionne, foto Italian Embassy CC BY-ND 2.0

Bologna, 30 set. – Alla Magneti Marelli di Crevalcore, azienda del gruppo Fiat in provincia di Bologna, le pause di tutti i 300 operai saranno ridotte. C’è di più: per i 150 della fonderia, reparto dove si lavora l’alluminio ad altissime temperature, i minuti di pausa saranno più che dimezzati, e da 67 diventeranno 37. Scelta dell’azienda, che ha deciso di applicare anche nello stabilmento bolognese il sistema di lavoro Ergo-Uas. Di fatto per la fabbrica di Crevalcore si tratta di un allineamento con le altre sedi del gruppo, visto che l’Ergo-Uas, discusso e contestato sistema “scientifico” di organizzazione del lavoro e delle pause, è già in vigore da tempo a Pomigliano e a Mirafiori.

“In base ai nuovi calcoli di Fiat – spiega Francesco Di Napoli, rsu Fiom  – il ritmo di lavoro nella nostra fabbrica è risultato troppo basso”. La conseguenza è che tutti gli operai, abituati ai 45 minuti classici di pausa, ne perderanno 15. Peggio andrà ai colleghi della fonderia. “E’ un reparto faticoso e molto caldo, in estate ci sono 30 gradi fissi e starci dentro per 8 ore non è facile. Proprio per questo la pausa dei colleghi della fonderia è sempre stata più lunga, perché tutti sapevano della particolarità della loro situazione”, spiega Di Napoli che ricorda come settimana scorsa, proprio in fonderia, un lavoratore sia rimasto intossicato.

La novità è stata comunicata dall’azienda alle rsu aziendali di Cisl, Uil e associazioni quadri. Esclusa per il momento la Fiom, che non ha firmato il contratto Fiat e che da anni ha problemi di agibilità sindacale nonostante nel marzo 2012 il Tribunale di Bologna abbia dichiarato antisindacale la decisione dell’azienda di non riconoscere il sindacato di Landini.  Le assemblee dei lavoratori del primo e del secondo turno hanno approvato, informano le rsu Fiom, un ordine del giorno in cui si chiede “unità sindacale, senza divisione e trattative separate”. Commenta Di Napoli: “La risposta degli altri sindacati in fabbrica è stata questa: ‘prima firmate il contratto Fiat, poi parteciperete con noi alla trattativa”. Polemico anche Michele Bulgarelli della Fiom di Bologna, che pubblica su facebook il resoconto delle assemblee in cui è stata comunicata la novità. “I lavoratori – si legge su facebook – non hanno apprezzato affatto questa presa di posizione assurda che, a parole, li vede contrari ai tagli delle pause ma che nei fatti li vede firmatari del contratto che permette all’Azienda di fare ciò che vuole in materia”.

La vede diversamente la Fim-Cisl, che con la Fiom è da tempo in rotta. “Prima si accettano le regole del gioco, poi si gioca assieme”, spiega Roberta Castronuovo, dirigente che segue la vicenda della Magneti Marelli. Castronuovo ricorda come sia stata la Fiom ad non aver accettato il nuovo contratto Fiat, “quando lo faranno potremo discutere assieme”. Il risultato è che nonostante le indicazioni delle assemblee dei lavoratori i sindacati sono divisi. Sul merito invece le posizioni di Fiom e Fim sembrano più vicine. “Non concordiamo assolutamente con la decisione aziendale di tagliare le pause – spiega Castronuovo – e infatti abbiamo aperto una procedura di raffreddamento. Se non troveremo un accordo lanceremo tutte le iniziative che riterremo opportune”. Prima di discutere di pause, ragiona Castronuovo, “bisogna però discutere di organizzazione del lavoro e dell’introduzione di nuove soluzioni tecnologie, cosa prevista da contratto in caso di applicazione del metodo Ergo-Uas”. Per il momento, conclude la sindacalista, nulla è stato ancora deciso. “Il contratto prevede un tavolo di trattativa e poi, nel caso, la sperimentazione. Comunque l’azienda non potrà agire unilateralmente e ci sarà tempo per trattare. Merito di quel contratto – polemizza Castronuovo – che la Fiom non vuole riconoscere”.

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