Disastro di Crevalcore, il pm: “Assolvete tutti”


Il pm Enrico Cieri ha chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati del disastro ferroviario di Crevalcore, tra cui Mauro Moretti che all’epoca dei fatti era amministratore delegato di Rfi (attualmente ad di “Ferrovie dello Stato”) e per altri nove dirigenti delle ferrovie.

La richiesta è stata formulata nel giudizio abbreviato davanti al gup Andrea Scarpa. “Prendo atto ma non condivido – ha detto il legale di parte civile Desi Bruno – ritengo che ci sia stata sotto vari profili una mancata predisposizione dei sistemi di sicurezza di cui Rfi nelle sue varie articolazioni è responsabile. Sono molto addolorata. Non me l’aspettavo”.

Era il 7 gennaio del 2005. L’urto tra un treno interregionale e un treno merci uccise 17 persone, tra cui i macchinisti. I feriti furono un’ottantina. Vincenzo De Biase, il macchinista dell’interregionale, non ricevette nessuna segnalazione telefonica che lo avvertisse del convoglio che stava marciando sul suo stesso binario, nella direzione opposta alla sua. Questo perché il regolamento di Trenitalia non prevedeva alcuna chiamata. Ma era prassi diffusa chiamare, per avvisare gli incroci di treni al di fuori degli orari normali.

L’errore umano ci fu, il macchinista non vide due rossi, forse a causa della nebbia. Ma ad essere messa sotto accusa fu la mancanza del Scmt (un sistema che blocca il treno in caso di errore umano) e l’assenza del doppio binario.

Sotto inchiesta finirono tre dirigenti delle ferrovie e sette dirigenti locali di Rfi, con le ipotesi di accusa di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime.

La prossima udienza ci sarà il prossimo 3 marzo quando parleranno le parti civili e comincerano gli interventi delle difese che proseguiranno anche nell’udienza del 2 aprile. E sempre il 2 aprile il giudice dovrebbe ritirarsi per la sentenza.

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