Crevalcore. Bloccata vendita di case in odore di clan

Bologna, 29 ott. – La Prefettura di Bologna ha sequestrato dodici palazzine, scrive l’Espresso on line, costruite a Crevalcore dalla Sagi Immobiliare, che dovevano essere vendute al Comune. La società, scrive Giovanni Tizian, è sospettata di rapporti con la ‘ndrangheta. E stava per intascare più un milione di euro di soldi pubblici, stanziati dalla Regione per la ricostruzione.

Si tratta di appartamenti e villette, pronti per essere acquistate dal Comune per dare sistemazione alle famiglie rimaste sfollate dopo il terremoto. Per assegnare il denaro pubblico alla Sagi Immobiliare, società con sede a Crevalcore “selezionata dopo una gara pubblica ed esclusa pochi giorni fa dall’affare con un provvedimento della prefettura di Bologna“, mancava solo un passaggio formale, “da definire durante la riunione straordinaria del Consiglio comunale giovedì 24 ottobre, alla quale ha partecipato l’ex sindaco Claudio Broglia, eletto senatore con il Partito democratico e tuttora assessore alla Ricostruzione nella giunta a guida Pd che governa il paese“. Con l’intervento della Prefettura, e lo shock degli amministratori locali, la Sagi e una sua partecipata – la Nocera Spa, sempre con sede a Crevalcore – sono state escluse dalle white list, a cui è obbligatorio iscriversi per lavorare nei cantieri della “rinascita” emiliana. Le investigazioni del Girer, infatti, hanno svelato la presenza di Giuseppe Nocera, come socio o amministratore, in entrambe le aziende. Ex consigliere comunale a Reggio Calabria nel Polo di Centro, fino allo scioglimento per infiltrazione mafiosa, Nocera è un imprenditore che figura “nella relazione che ha portato l’allora ministro Annamaria Cancellieri all’azzeramento del primo consiglio comunale di un capoluogo di provincia“. Sospettato di essere tra i favoreggiatori della latitanza del boss Vincenzo Ficara, capo cosca reggino, Nocera sarebbe anche coinvolto in alcune vicende di gestione illegale di rifiuti. Le informative citate dall’Espresso dettagliano anche rapporti con pregiudicati e con altre ditte sequestrate per antimafia, da cui è discesa la decisione della Prefettura di escludere dall’affare della ricostruzione in Emilia l’imprenditore attivo dal 2000 nel territorio del bolognese.

La vicenda, scrive l’Espresso, ora proseguirà nelle aule del tribunale. “Gli imprenditori faranno ricorso alla giustizia amministrativa. Ma le procedure di assegnazione delle case rimangono sospese. L’ultima parola spetta ai giudici. Intanto gli sfollati, senza una casa, aspettano che passi la bufera“.

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