11 mag. – Il Giudice Andrea Scarpa ha assolto dalle accuse di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime i 10 imputati a vario titolo per la strage di Crevalcore. Il processo si è svolto con rito abbreviato.
Tra gli imputati i tre vertici di Fs e Rfi Mauro Moretti, Giancarlo Paganelli e Michele Mario Elia, oltre a sette dirigenti locali. Il giudice li ha assolti per non aver commesso il fatto. “E’ andata come doveva andare” è stato il commento di Moretti. Gli fa eco il suo legale, Armando d’Apote. “Le ferrovie italiane, le più sicure al mondo, meritavano questo. E Moretti per primo si è guadagnato questo”.
Ad attendere la sentenza in piazza Trento e Trieste c’erano anche una ventina di lavoratori delle ferrovie e membri del sindacato Orsa. Erano lì dalla mattina, da quando avevano organizzato un sit-in di protesta esponendo 17 bare di cartone con i nomi delle vittime dell’incidente e dei cartelli che contestavano il sistema di sicurezza “Vacma” e la scelta delle Ferrrovie di lasciare un solo macchinista di turno sui treni. “E’ colpa sempre di chi muove – è stato uno dei primi commenti a caldo – Noi non abbiamo nessun interesse corporativo. Il nostro unico interesse è portare la pelle a casa”.
“I grandi capi non pagano mai. Sono mortificata, quel semaforo rosso è troppo comodo” ha dichiarato Valeria Rimondi, sindaco di Crevalcore, dopo aver appreso dell’assoluzione di tutti gli imputati.

