Cinzia Cracchi ancora in Procura per le dichiarazioni sulle “offerte” da Delbono

20 gen. – Cinzia Cracchi è stata ascoltata una seconda volta per quattro ore dal Pm Plazzi. All’uscita, nessuna dichiarazione. La donna si è limitata a dire: «Da oggi in avanti parlate solo con il mio avvocato». Il verbale di interrogatorio è stato secretato. Cracchi nel lungo interrogatorio avrebbe confermato quanto dichiarato al Corriere di Bologna : ci sarebbero stati due incontri a dicembre e gennaio in cui Delbono le avrebbe promesso aiuti economici. L’ultimo sarebbe avvenuto, secondo la donna, la scorsa settimana, pochi giorni prima del suo interrogatorio. “Ci siamo visti almeno due volte, l’ultima giovedì e sempre su sua richiesta”, sostiene la Cracchi sentita dal Corriere. Il sindaco aveva smentito la notizia che si fossero incontrati invece nella giornata di venerdì.

“Già a giugno quando questa storia è venuta fuori per la prima volta, Delbono ha fatto vari tentativi di farmi stare zitta. Mi diceva che mi avrebbe mandata al Cup di Cesena a mille euro al mese, oppure faceva promesse”. A dicembre e gennaio sarebbero avvenuti altri incontri, nell’ultimo le avrebbe promesso un aiuto economico, un’ auto nuova e una consulenza da 1.500 euro. Sul bancomat intestato all’amico di Delbono, Mirko Divani, Cinzia Cracchi ha affermato che il sindaco le chiese di rientrarne in possesso.

Nell’indagine, che vede indagati Delbono e Cracchi per abuso d’ufficio e peculato, la Pm Morena Plazzi sta cercando di fare chiarezza anche su 16 viaggi in Bulgaria, fatti da Delbono in veste di assessore. A Sofia c’è una foresteria della Regione. Nel paese Flavio Delbono ha interessi economici personali. Dalla Procura si apprende che i capi di imputazione dopo l’interrogatorio di Cracchi sono rimasti gli stessi: peculato e abuso d’ufficio. Per l’avvocato di Delbono Paolo Trombetti sarebbe stata semmai Cracchi a chiedere degli incontri. Di quello che ha detto, secondo il legale “ne risponderà”.

A chiedere a Delbono di fare pubblica chiarezza è stato il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: “L’unico modo per fugare ogni dubbio è rendere pubblici immediatamente gli elementi che oggi arricchiscono un gossip giornalistico che umilia le istituzioni e crea sconcerto tra la gente.”

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