16 gen. – E’ uscita serena dalla Procura la signora Cinzia Cracchi, sentita questa mattina come indagata nell’inchiesta sul presunto uso di denaro pubblico da parte del suo ex compagno Flavio Delbono, quando era vicepresidente della Regione. Il pubblico ministero Morena Plazzi l’ha interrogata per tre ore, ma il verbale è stato secretato. «E’ stato, nonostante tutto, un bellissimo interrogatorio», ha detto ai cronisti Cracchi, più rilassata rispetto a quando, a giugno, fu sentita come persona informata dei fatti. «La signora ha risposto a tutte le domande e ritiene di aver così chiarito la sua posizione – ha detto il suo avvocato Guido Clausi Schettini -. E’ fiduciosa per l’esito del procedimento, in quanto ritiene di non aver commesso alcun reato». Il legale ha precisato di non aver portato agli inquirenti nessun documento e che gli argomenti trattati sono stati «le solite cose, tutte le cose che sono uscite sui giornali», ovvero le presunte spese sostenute durante le trasferte in Italia e all’estero da Delbono in compagnia della sua collaboratrice. Cracchi avrebbe citato i nomi delle persone che hanno partecipato alle missioni e avrebbe dato qualche spunto per ulteriori approfondimenti che verranno fatti nei prossimi giorni.
Gli inquirenti sentiranno anche Delbono, ma al momento non risulta convocato. Il sindaco ha ribadito in una nota di non aver «mai usato denaro pubblico a fini personali» e di essere «pronto a dimostrarlo nelle sedi competenti». Ad Alfredo Cazzola, il suo accusatore, replica: «Ha toccato il fondo. Il suo modo di fare politica, come quello di questa destra, è a dir poco rivoltante. La destra berlusconiana è completamente priva di idee, senza progetti per la città e così l’unica cosa che riesce a fare è affidarsi a Cazzola per lanciare insinuazioni, fare illazioni e passare il tempo ad attaccare le persone sulla vita privata».

