2 lug. – La Goletta Verde di Legambiente è arrivata a Rimini. Sei foci analizzate sono “fortemente inquinate” (Gatteo a Mare-Foce Rubicone, Foce Uso, Santa Giusta-Foce Marecchia a valle del depuratore, Foce Ausa, Foce Marano e Foce Conca), due sono “inquinate” (Lido di Volano, Lido di Savio).La situazione è peggiorata rispetto al 2009: le foci di Uso e Marano sono passate da “inquinate” a “fortemente inquinate”.
In mare arrivano scarichi non trattati di quasi un milione di cittadini della regione. La media regionale per il servizio di depurazione è del 79% (cioè la quantità di acque reflue depurate), per Bologna si arriva al 98%, ma per Ferrara ad esempio si lasciano scoperte 23.000 persone.
“Il principale indiziato del forte inquinamento microbiologico rilevato nella acque marine emiliano romagnole – ha spiegato Giorgio Zampetti, Coordinatore scientifico di Legambiente – è l’insufficiente depurazione, messa in crisi anche dall’aumento estivo del carico antropico. Da notare che questa situazione è emersa nonostante questa estate sia entrata in vigore la nuova normativa sulle acque di balneazione, con criteri più permissivi rispetto al precedente Dpr 470/1982. Con il recepimento della nuova direttiva europea che rende più permessivi i criteri per la balneabilità, molte località rischiano di risultare meno inquinate solo perché è cambiata la legge. Al contrario per risolvere definitivamente i problemi di trattamento delle acque reflue, non servono ‘colpi di spugna’ normativi, ma risorse economiche e nuovi cantieri per colmare quel deficit di depurazione, che in Emilia Romagna lascia oltre 900 mila cittadini, pari al 21% del totale, senza un servizio di depurazione”.

