1 feb. – Dopo esser stato “delfino” di Giorgio Guazzaloca e vice di Alfredo Cazzola, ora Daniele Corticelli vuole correre da solo. E questa volta (nel 2008 scese in campo ma poi si ritirò e appoggio Cazzola), assicura, “è una decisione irrevocabile”. Il candidato civico ha scelto la sede del suo movimento civico, Bologna Capitale, per ufficializzare la propria discesa in campo. “Non siamo di centrodestra – ha detto Corticelli che è pronto a discutere con tutti coloro che “vogliono cambiare Bologna”. Con al fianco Roberto Bucci, l’ex allenatore della Virtus pallacanestro dei tempi d’oro, Marzia Zambelli, imprenditrice e presidente dell’associazione Amici del Duse, il pianista Teo Ciavarella, il patron della Thermal Giorgio Giatti e il poeta Davide Rondoni, Corticelli ha strizzato l’occhio agli avversari del centrosinistra rivendicando per sè e il suo movimento la patente di “civicità”. “Il civismo è un impegno quotidiano, non un’improvvisazione elettorale” ha detto il leader di Bologna Capitale che ha risposto con un “mi sembra molto indeciso” a chi chiedeva un suo giudizio sull’altro candidato civico che piace al centrodestra, Stefano Aldrovandi. Corticelli è ambizioso: raggiungere il ballottaggio e vincere al secondo turno. Anche perché, dicono dalle parti di Bologna Capitale, “i nostri sondaggi interni sono lusinghieri”. All’imprenditore Giatti è stato affidato il compito di scrivere il programma e una prima bozza è già stata presentata: modifica al tracciato del Civis, creazione del quartiere “centro storico” con le misure anti-smog decise dai commercianti, apertura agli investimenti e ai finanziamenti dei privati.
Caustico il commento di Giuliano Cazzola, del Pdl: “Anche i gatti si atteggiano a tigri, provano di ruggire ma riescono solo a miagolare”. Per l’ex sindacalista della Cgil, Corticelli “Scende anticipatamente in campo allo scopo di negoziare un proficuo ritiro ed ottenere ospitalità in una lista che abbandonerà, se eletto, subito dopo il voto”.

