Corticelli: “Per accedere al welfare bisogna mettersi in fila”.


7 mar. – “Questo bilancio è la dimostrazione nei fatti dei limiti di una gestione commissariale”, che, per forza di cose, si è dovuta limitare all’amministrazione dell’esistente senza poter avviare “riforme strutturali”. E’ questo il parere di Daniele Corticelli, candidato sindaco per il movimento civico Bologna Capitale.
L’ex consigliere comunale di maggioranza durante l’era di Giorgio Guazzaloca ed ex segretario de “La tua Bologna”, Corticelli ha ribadito l’irrevocabilità della propria candidatura. Ospite questa mattina ad Angolo B, l’ex braccio destro del candidato Pdl Alfredo Cazzola ha detto che nella riforma del welfare comunale vuole introdurre il concetto di “fila“. “Oggi il welfare viene distribuito esclusivamente su di una valutazione economica – ha detto Corticelli riferendosi all’Isee –  che tiene conto del reddito e del patrimonio”. Per questo il candidato di Bologna Capitale propone due tipi di fila: “Da quanto tempo una famiglia sta chiedendo un servizio e da quanto tempo risiedi a Bologna cioè contribuisci alla vita della città“.

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Corticelli boccia gli aumenti delle tariffe di Atc, giudicato “vergognoso”, e del piano sosta soprattutto perché gli incassi vengono gestiti direttamente dall’azienda e invece dovrebbero essere nella disponibilità diretta del Comune.

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Sul referendum consultivo proposto dal comitato articolo 33 sui finanziamenti comunali alle scuole paritarie, Corticellli parla di “battaglia di retroguardia”. La “sussidiarietà è un valore culturale” per Corticelli e, in momenti di ristrettezze è “una strada imprescindibile anche dal punto di vista economico”. I nidi gestiti in convenzione costano al comune “6000 euro in meno” e il problema, secondo il candidato di Bologna Capitale, è dare risposta alle 450 famiglie che non hanno accesso al serivizio. Per Corticelli la strada da privilegiarsi è quindi la sussidiarietà che deve essere accompagnata da un fondo natalità di circa 6milioni a cui attingere per un bonus da 500 euro mensili a bambino da dare alle famiglie che rinunciassero al nido pubblico.

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Venendo alla laicità, Corticelli ha riconosciuto che si devono tutelare i diritti delle coppie gay, ma le leggi italiane, che oggi non consentono questa soluzione, devono essere rispettate, e per questo, qualora diventasse sindaco, non sposerebbe una coppia omosessuale. Discorso simile per il testamento biologico: “Trovo che sia una scelta individuale che debba essere fatta” ha detto Corticelli ai nostri microfoni, “ma nelle sedi istituzionali competenti, altrimenti si rischia la demagogia”.

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In merito alle alleanze, Corticelli ha detto che non è stato ancora contattato dal Pdl: “Il pdl non ha ancora deciso. Per prima cosa deve mettersi in pace con se stesso e fare una scelta”. E per il candidato civico, se decidesse di affidarsi ad un candidato leghista, si tratterebbe di una scelta “rinunciataria”, con cui di fatto abdicherebbe “al ruolo di forza politica di riferimento dell’opposizione in questa città”.

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