Iniziano ad arrivare i primi commenti sul corteo della Fiom che ha portato a Bologna tra i 30 e i 40mila operai metalmeccanici. Per il deputato del Pdl, Giuliano Cazzola, la Fiom procede “con gli scioperi ricorrenti, a spese di un’economia in difficoltà e di buste paga leggere”. Per Cazzola, “la sinistra e’ come Cristoforo Colombo. Quando parte non sa dove va, quando arriva non sa dove si trova. Tutto questo a spese degli altri.‘”
Sulla stessa lunghezza d’onda Fabio Garagnani, deputato e coordinatore del Pdl Bolognese. Per Garagnani la Fiom avrebbe “volutamento strumentalizzato le difficoltà del mondo del lavoro nell’attuale momento politico”.
Di segno opposto ma comunque critico è stato Giorgio Cremaschi, membro della segreteria nazionale e del comitato centrale della Fiom. Cremaschi ha criticato la segretaria della Cgil Susanna Camusso, il cui intervento sarebbe stato “assolutamente deludente. Di fronte a una piazza che era unita nel reclamare lo sciopero generale, la segretaria generale della Cgil ha ostentatamente ignorato la parola”. Cremaschi si è chiesto “dove voglia andare la segreteria della Cgil, in un momento in cui la grande maggioranza dei lavoratori e sicuramente degli iscritti all’organizzazione chiede e vuole lo sciopero generale”. Critico anche il sindacato di base Usb che rileva “l’indisponibilità della Cgil a dichiarare lo sciopero generale”.
Pacato il commento di Alessandro Alberani, segretario della Cisl di Bologna, che dopo il comizio in Piazza Maggiore ha rilevato delle “differenze tra la Cgil e la Fiom. Ma – ha concluso – sono problemi che risolveranno in casa propria”. Per Giorgio Graziani, segretario Cisl dell’Emilia-Romagna, quello della Fiom sarebbe stato uno sciopero “sbagliato e con connotati prettamente politici”.
Per Thomas Casadei, consigliere democratico in Regione che ha partecipato alla manifestazione di oggi, va invece “sanata la ferita alla rappresentanza elettiva dei lavoratori aperta a Pomigliano e Mirafiori e va impedito che quanto accaduto possa rappresentare un modello per tutti i futuri accordi”.

