
18 sett. – Ci sono già sette persone identificate tra gli attivisti che ieri sera, durante il contro-presidio organizzato per dire ”no” all’iniziativa di piazza di Forza Nuova, hanno lanciato bottiglie tentando di raggiungere gli estremisti di destra. A quanto riferiscono gli investigatori sono tutti “soliti noti”, e a questi sette nei prossimi giorni se ne aggiungeranno probabilmente anche altri: per loro scatterà quasi certamente una denuncia per lancio di oggetti pericolosi.
Delle indagini sui fatti di ieri sera si sta occupando la Digos, che depositerà una prima informativa in Procura, dove dell’accaduto si occuperà il pm Antonello Gustapane. Intanto, la Digos ha già ascoltato il ragazzo che ieri sera è rimasto ferito alla testa perché colpito da una bottigliata: l’episodio – ancora da accertare nei dettagli – è avvenuto in via Algardi intorno alle 19.40, probabilmente durante le prime ”corse” che i ragazzi in corteo hanno ingaggiato in cerca del presidio di Forza Nuova.
Il ferito è un ultrà: in passato apparteneva ai Mods, ora invece fa parte del gruppo “Beata gioventù”. Il suo racconto convince molto poco gli inquirenti: ha detto di essersi trovato lì per caso, insieme a due amici (di cui non ha fatto i nomi), e di essere stato all’improvviso colpito alla testa da una bottiglia. Non ha saputo dire da chi fosse stata lanciata e ha spiegato di non voler sporgere querela. Un atteggiamento dietro cui gli inquirenti temono si possa celare il proposito di una vendetta privata. A questo proposito, arriva l’altolà del procuratore aggiunto Valter Giovannini, portavoce della Procura e delegato ai rapporti con la stampa: “Ricordiamo a tutti che individuare e punire i responsabili è compito esclusivo delle forze dell’ordine e della magistratura e quindi non saranno tollerate ritorsioni di carattere privato“.
Durante la manifestazione di ieri sera, è successo anche un altro episodio ancora non molto chiaro, su cui si faranno accertamenti. Ad uno dei militanti di Forza nuova, a un certo punto, sarebbe caduto un casco, che sarebbe stato poi preso (a mo’ di trofeo) da un ragazzo dei centri sociali. Quest’ultimo, che dopo girava con il casco in mano, è stato visto e identificato dagli uomini della Digos. Per garantire la sicurezza e lo svolgimento delle due diverse manifestazioni, ieri sera, sono stati schierati 60 uomini appartenenti alle forze dell’ordine, tra Reparti mobili, agenti della Digos e funzionari. “Quello di lanciare bottiglie contro gli avversari è uno stanco rituale che ha imposto l”impegno di un numero adeguato di forze dell”ordine, che come sempre con professionalita” hanno controllato la situazione”, chiosa il procuratore aggiunto Valter Giovannini.

